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venerdì, 25 marzo 2011

Galan col botto: i Bronzi via da Reggio Calabria?!

Giancarlo-Galan1-243x162.jpgTutti assorti dall’impressionante curriculum del neoministro Saverio Romani, indagato per mafia, nessuno si stava accorgendo di lui: Giancarlo Galan.

Cinquantaquattro anni, per 15 presidente della regione Veneto, ex direttore di Publitalia 80 e autore dell’autobiografia ‘’Il Nordest sono io’’, ha raccolto l’eredità di Sandro Bondi come capo del dicastero dei beni culturali appena 2 giorni fa.

E Galan, che secondo i bollettini parlamentari sarebbe uno dei ‘’cavalieri leghisti’’, ossia uno dei pidiellini più vicini al carroccio, non ha aspettato neanche quarantotto ore per manifestare la sua anima ‘’verde’’ a tutto il Paese. Specialmente a Reggio Calabria e al Sud in generale.
Sono infatti di questa mattina le dichiarazioni d’intenti del nuovo membro del governo Berlusconi: ‘’I Bronzi di Riace sono stati trovati nei mari della Calabria – ha detto al Sole 24Ore - ma solo per questo devono rimanere in quella zona?''.
Dopo le tribolazioni delle trattative tra la politica reggina che, in occasione del G8 di L’Aquila, avrebbe dovuto concedere i due guerrieri all’ammirazione dei capi di Stato, e quella romana, questi ultimi riprendono a ventilare l’idea di un trasferimento delle più importanti statue bronzee della grecità.
La situazione, nel 2009, fu poi risolta con il trasferimento dei Bronzi, ma solo nel vicino Palazzo Campanella, dove si trovano tuttora, attraverso il ‘’compromesso storico’’ Scopelliti-Bova: un’operazione finalmente collaborativa che ha fatto mantenere alla città lo status di scrigno del proprio tesoro.
Tuttavia gli estenuanti colloqui, le rassicurazioni di vari esponenti politici nazionali, i lavori quasi ultimati di Palazzo Piacentini, sede del museo nazionale della Magna Grecia, non hanno convinto l’ex ministro dell’Agricoltura a considerare come chiusa l’eterno affaire-Bronzi, spingendolo a chiudere il suo intervento spiegando: ‘’Tra le nostre priorità c’è il recupero del Napoletano e di Pompei’’ anche se - ha spiegato – ‘’in quel sito c'e' anche un degrado sociale, oltre che culturale''.
Molti partenopei storceranno il naso sentendosi offesi, ma dovrebbero essere contenti: Pompei da terra non si stacca, al massimo ci cade.
E adesso cosa farà la politica reggina? Tratterà di nuovo? Si spaccherà nuovamente sul fronte dei contrari o favorevoli? Difenderà i tesori della città? Confermerà gli applausi bipartisan della volta precedente o, come storicamente ha fatto, anteporrà la contrapposizione politica all’interesse della città?
Il rischio che i Bronzi si spostino da Reggio è concreto: una volta che il Nordest si mette in testa qualcosa… . strill.it

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